
31 Ottobre 2010
28° Maratona di Atene
L'Atletica Cortoghiana alla Maratona di Atene.
di Franco Pomata
L'Atletica Cortoghiana alla 28esima Maratona di Atene
12 settembre 490 A.C. l'esercito persiano di Dario I prende terra a Maratona, gli opliti ellenici si schierano a proteggere la strada per Atene. Nei giorni precedenti gli emerodromi hanno corso da Atene verso Sparta e Platea per avere rinforzi contro i barbari, tra questi Filippide che diventerà l'eroe simbolo di Maratona. Platea invia i suoi opliti, anche Sparta accetta ma per motivi religiosi potrà inviare le truppe solo dopo qualche giorno. Milziade, lo stratega ateniese a capo dell'esercito ellenico, decide di non indugiare oltre, ateniesi e plateesi muovono di corsa verso i persiani, hanno la meglio, li ricacciano sulle navi. A Filippide ancora il compito di correre, questa volta da Maratona ad Atene per portare il messaggio di vittoria; anche gli opliti greci corrono verso Atene per anticipare un ultimo tentativo di attacco persiano alla città. E' una data fondamentale per la democrazia occidentale e per la costruzione dell'Europa nei 2500 anni successivi. Tutto si svolge di corsa.
31 ottobre 2010 D.C. 2500 anni dopo, sono a Maratona insieme a Massimo, Alessio, Ignazio, Matteo, Stefano e Tino sulle orme di Filippide. La corsa che ricorda la battaglia e i suoi eroi è diventata nel tempo una corsa per la pace. Riproposta alla fine dell'ottocento come evento sportivo, è diventata sin dalla prima Olimpiade di Atene del 1896 la gara più affascinante di tutti i giochi e viene proposta ormai in tutto il mondo. I 42.195 metri della corsa ateniese sono dedicati alla memoria del pacifista greco Gregoris Lambrakis che nel 1963 percorse la strada da Maratona ad Atene in marcia per la pace. Per uno sportivo il fascino di questa distanza è dovuto all'impegno di energie fisiche e mentali che occorrono per portarla a termine ed è il punto di arrivo dei corridori emuli degli emerodromi ateniesi.
La maratona dell'anniversario inizia per noi a notte fonda alle 5:30 ad Atene. Alle7 del mattino scendiamo dagli autobus navetta che ci hanno portato allo stadio di Maratona e ci mischiamo ad una folla di 13500 atleti, tutti con lo stesso obiettivo: correre ad Atene. In queste due ore di attesa abbiamo modo di fare conoscenza con corridori di nazionalità diverse, da chi è alla sua prima corsa ufficiale a chi ormai veterano gira il mondo di maratona in maratona. Dopo le foto e gli in bocca la lupo di rito ci dirigiamo ognuno verso il proprio blocco di partenza. Io e Massimo siamo nel secondo blocco, gli altri nel terzo. Gli ultimi minuti di attesa sono i più lunghi… Alle 9:00 arriva il primo sparo, partono i professionisti, 2 minuti dopo è il nostro turno. Siamo partiti, perdo subito Massimo che va più forte.
I primi chilometri sono in leggera discesa, cerco di controllare il ritmo portandomi progressivamente alla velocità che mi sono prefissato in allenamento, corro insieme ad un gruppo di maratoneti che sembra avere il mio passo. Al quarto chilometro il percorso lascia la strada principale per svoltare a sinistra, percorriamo un anello intorno al tumulo dei caduti di Maratona; è la corsa degli eroi e questo è il nostro omaggio. La strada che porta ad Atene è ancora lunga, la discesa è finita e incominciamo a salire le colline dell'Attica tra il monte Penteli e il monte Imetto. Intorno al quindicesimo chilometro perdo la sensazione di poter tenere con facilità il ritmo gara prefissato, incomincio ad avvertire segnali negativi, arrivano i primi dolori alle gambe, troppo presto questa volta.
Mi sfiora il pensiero di non arrivare al traguardo, lo allontano pensando all'ingresso allo stadio Panathinaiko, l'ho immaginato durante tutti gli allenamenti mi deve portare a fine gara. Non riesco a stare con nessuno dei corridori che mi affiancano, corro da solo.
Sale ancora la strada per Atene, ai lati del percorso i greci incitano noi corridori "bravo paidia!", sventolano la bandiera nazionale, cercano di sostenerci con i loro applausi, molti ci ringraziano per la partecipazione alla loro maratona, soprattutto i bambini allungano la mano per battere un cinque che ricambiamo volentieri.
La salita finisce al trentunesimo chilometro, ormai siamo dentro Atene, gli spettatori aumentano man mano che ci avviciniamo al traguardo, non più solo bandiere greche ma un po' da tutto il mondo, alcuni riconoscono la bandiera con i quattro mori che porto sotto il pettorale, gridano "bravo Sardinia!". Vedo il Licabetto e più lontano l'Acropoli con il Partenone. Gli ultimi chilometri li percorriamo tra due ali di folla che grida e applaude: tutto da brividi!!! Un ultimo viale alberato, una curva a sinistra ed ecco "lo stadio di tutti gli ateniesi abbagliante di marmo pentelico". L'ingresso allo stadio Panathinaiko è una sensazione indescrivibile, fa dimenticare fatica e dolori, ti sembra veramente di aver compiuto un'impresa eroica. Dopo il traguardo una ragazza dello staff mi mette la medaglia al collo, le chiedo la corona di alloro… sorride, mi godo il giro di stadio un po' barcollante sulle gambe ma soddisfatto di essere arrivato ad Atene 2500 anni dopo Filippide.
Hanno corso a Maratona:
Massimo Nocco 2h 58m 23s;
Alessio Cosa 3h 14m 26s;
Franco Pomata 3h 28m 41s;
Ignazio Pireddu 3h 30m 44s;
Matteo Biselli 3h 38m 22s;
Stefano Zurru 3h 42m 49s;
Costantino Sabiu 4h 00m 12s.
Franco Pomata
di Franco Pomata
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12 settembre 490 A.C. l'esercito persiano di Dario I prende terra a Maratona, gli opliti ellenici si schierano a proteggere la strada per Atene. Nei giorni precedenti gli emerodromi hanno corso da Atene verso Sparta e Platea per avere rinforzi contro i barbari, tra questi Filippide che diventerà l'eroe simbolo di Maratona. Platea invia i suoi opliti, anche Sparta accetta ma per motivi religiosi potrà inviare le truppe solo dopo qualche giorno. Milziade, lo stratega ateniese a capo dell'esercito ellenico, decide di non indugiare oltre, ateniesi e plateesi muovono di corsa verso i persiani, hanno la meglio, li ricacciano sulle navi. A Filippide ancora il compito di correre, questa volta da Maratona ad Atene per portare il messaggio di vittoria; anche gli opliti greci corrono verso Atene per anticipare un ultimo tentativo di attacco persiano alla città. E' una data fondamentale per la democrazia occidentale e per la costruzione dell'Europa nei 2500 anni successivi. Tutto si svolge di corsa.
31 ottobre 2010 D.C. 2500 anni dopo, sono a Maratona insieme a Massimo, Alessio, Ignazio, Matteo, Stefano e Tino sulle orme di Filippide. La corsa che ricorda la battaglia e i suoi eroi è diventata nel tempo una corsa per la pace. Riproposta alla fine dell'ottocento come evento sportivo, è diventata sin dalla prima Olimpiade di Atene del 1896 la gara più affascinante di tutti i giochi e viene proposta ormai in tutto il mondo. I 42.195 metri della corsa ateniese sono dedicati alla memoria del pacifista greco Gregoris Lambrakis che nel 1963 percorse la strada da Maratona ad Atene in marcia per la pace. Per uno sportivo il fascino di questa distanza è dovuto all'impegno di energie fisiche e mentali che occorrono per portarla a termine ed è il punto di arrivo dei corridori emuli degli emerodromi ateniesi.
La maratona dell'anniversario inizia per noi a notte fonda alle 5:30 ad Atene. Alle7 del mattino scendiamo dagli autobus navetta che ci hanno portato allo stadio di Maratona e ci mischiamo ad una folla di 13500 atleti, tutti con lo stesso obiettivo: correre ad Atene. In queste due ore di attesa abbiamo modo di fare conoscenza con corridori di nazionalità diverse, da chi è alla sua prima corsa ufficiale a chi ormai veterano gira il mondo di maratona in maratona. Dopo le foto e gli in bocca la lupo di rito ci dirigiamo ognuno verso il proprio blocco di partenza. Io e Massimo siamo nel secondo blocco, gli altri nel terzo. Gli ultimi minuti di attesa sono i più lunghi… Alle 9:00 arriva il primo sparo, partono i professionisti, 2 minuti dopo è il nostro turno. Siamo partiti, perdo subito Massimo che va più forte.
I primi chilometri sono in leggera discesa, cerco di controllare il ritmo portandomi progressivamente alla velocità che mi sono prefissato in allenamento, corro insieme ad un gruppo di maratoneti che sembra avere il mio passo. Al quarto chilometro il percorso lascia la strada principale per svoltare a sinistra, percorriamo un anello intorno al tumulo dei caduti di Maratona; è la corsa degli eroi e questo è il nostro omaggio. La strada che porta ad Atene è ancora lunga, la discesa è finita e incominciamo a salire le colline dell'Attica tra il monte Penteli e il monte Imetto. Intorno al quindicesimo chilometro perdo la sensazione di poter tenere con facilità il ritmo gara prefissato, incomincio ad avvertire segnali negativi, arrivano i primi dolori alle gambe, troppo presto questa volta.
Mi sfiora il pensiero di non arrivare al traguardo, lo allontano pensando all'ingresso allo stadio Panathinaiko, l'ho immaginato durante tutti gli allenamenti mi deve portare a fine gara. Non riesco a stare con nessuno dei corridori che mi affiancano, corro da solo.
Sale ancora la strada per Atene, ai lati del percorso i greci incitano noi corridori "bravo paidia!", sventolano la bandiera nazionale, cercano di sostenerci con i loro applausi, molti ci ringraziano per la partecipazione alla loro maratona, soprattutto i bambini allungano la mano per battere un cinque che ricambiamo volentieri.
La salita finisce al trentunesimo chilometro, ormai siamo dentro Atene, gli spettatori aumentano man mano che ci avviciniamo al traguardo, non più solo bandiere greche ma un po' da tutto il mondo, alcuni riconoscono la bandiera con i quattro mori che porto sotto il pettorale, gridano "bravo Sardinia!". Vedo il Licabetto e più lontano l'Acropoli con il Partenone. Gli ultimi chilometri li percorriamo tra due ali di folla che grida e applaude: tutto da brividi!!! Un ultimo viale alberato, una curva a sinistra ed ecco "lo stadio di tutti gli ateniesi abbagliante di marmo pentelico". L'ingresso allo stadio Panathinaiko è una sensazione indescrivibile, fa dimenticare fatica e dolori, ti sembra veramente di aver compiuto un'impresa eroica. Dopo il traguardo una ragazza dello staff mi mette la medaglia al collo, le chiedo la corona di alloro… sorride, mi godo il giro di stadio un po' barcollante sulle gambe ma soddisfatto di essere arrivato ad Atene 2500 anni dopo Filippide.
Hanno corso a Maratona:
Massimo Nocco 2h 58m 23s;
Alessio Cosa 3h 14m 26s;
Franco Pomata 3h 28m 41s;
Ignazio Pireddu 3h 30m 44s;
Matteo Biselli 3h 38m 22s;
Stefano Zurru 3h 42m 49s;
Costantino Sabiu 4h 00m 12s.
Franco Pomata

